Web reputation, Audi, Fiat e il turismo italiano

L’antefatto: in piena campagna elettorale e con i rapporti di buon vicinato con la Germania ai minimi storici, Audi lancia una nuova campagna promozionale, uno spot, italianissimo del resto per ideazione e produzione, efficace e di grande impatto, che promuove l’auto esaltando il territorio italiano tutto da esplorare, “fuori dai luoghi comuni”. 

                                       

Su Twitter, come al Bar Sport, una simile campagna non poteva passare inosservata. La casa automobilistica tedesca intercetta l’insoddisfazione di molti italiani e le conversazioni si infervorano: Audi ottiene in Italia negli ultimi giorni un picco di mention. Si evidenzia infatti, a partire dallo scorso 14 gennaio, giorno di lancio dello spot, un incremento sensibile di tweet che citano la casa automobilistica da parte di utenti italiani che sentono l’esigenza di commentare la campagna. Che ci volesse un brand tedesco per confezionare lo spot turistico che l’Italia non ha mai avuto crea qualche malumore. Gli apprezzamenti per lo spot di Audi generano indirettamente critiche rivolte alle istituzioni preposte allo sviluppo del Turismo e alla casa automobilistica nazionale, la Fiat, giudicate incapaci di solleticare il sentimento nazionale come è riuscito a fare in questo caso un brand straniero.

Un semplice, ma ben congegnato spot, pianificato con perfetto tempismo, fa leva sulla percezione diffusa della necessità di valorizzare maggiormente le risorse nazionali. Monitorare le opinioni in un caso simile diventa cruciale per tutti gli attori chiamati in causa:

- per le istituzioni è l’occasione per mettersi in ascolto di chi sta evidenziando una lacuna da colmare e magari per inserirsi nella conversazione, coinvolgendo gli utenti in un dialogo costruttivo.

- al brand è offerta l’opportunità di sfruttare questo momento di visibilità, dando maggiore evidenza a quelle conversazioni che lo vedono protagonista, generando ancora più buzz attorno alla campagna.

- per il competitor infine diventa essenziale tracciare le conversazioni che incidono sulla propria web reputation, registare le critiche ricevute, in maniera neanche troppo indiretta, per tenerne conto nel pianificare la comunicazione in futuro.

Per il momento il profilo Twitter di Audi Italia, aperto esattamente 12 mesi fa e che ha guadagnato 1400 follower nell’arco di un anno, non sembra sfruttare appieno il momento di visibilità generato dalla campagna: due semplici tweet (2 retweet, 1 preferenza, un commento) segnalano lo spot su YouTube e sul sito ufficiale, e un solo retweet pone all’attenzione dei follower l’apprezzamento di un utente. L’interazione con gli utenti, il retweet dei messaggi dal sentiment positivo, magari la creazione di un hashtag su cui convogliarli potrebbero essere un punto di partenza per integrare il successo ottenuto con lo spot con una strategia social dalle premesse interessanti.

Twitter, nel suo continuo convogliare opinioni spontanee, si dimostra, ancora una volta per i brand una cartina di tornasole per testare le reazioni al proprio operato. Il monitoraggio delle conversazioni si conferma un’arma essenziale per comprendere gli umori della base e individuare le possibilità di riscatto di fronte a una mossa sbagliata.