Twitter non è un social network!

Twitter non è un social network: come suggerisce Will Oremus su Slate Twitter è decisamente più vicino al concetto di social media platform.

Mentre i social network servono a connettere le persone tra di loro, lo scopo primario di Twitter è di connettere i singoli utenti con conversazioni che si sviluppano attorno ai propri interessi, con le news e le opinioni a cui altrimenti non avrebbero accesso.

L’utilizzo di Twitter come media hub, come fonte alternativa di informazione è supportata anche da quegli stessi dati che spesso creano dubbi sulla crescita del social: solo il 13% degli iscritti ha pubblicato circa 100 tweet dalla creazione del proprio account. Gli altri, la maggioranza, legge, si informa, segue le conversazioni, retwitta.

Le conversazioni su Twitter possono essere di diversi tipi, polarizzate attorno a un tema o interesse, sorte velocemente attorno a una notizia, aggregate spontaneamente in funzione di un evento.

  • Possono essere di commento a quanto pubblicato sui quotidiani: pensate a quanti hashtag nascono per commentare la notizia del giorno e volano immediatamente nei Trending Topic, dai nomi degli istituti bancari travolti da scandali, #Carige #MPS, #UnipolSai, quelli nati per commentare argomenti più leggeri come #veritàprandelliane rivolto alle scelte del CT della nazionale.

  • Oppure al contrario possono portare alla ribalta fatti e avvenimenti che non hanno ancora avuto copertura mediatica, come accade spesso, in caso di urgenze e allarmi sul territorio, raccontati in tempo reale con un tweet da chi sta vivendo in diretta l’accaduto prima che arrivi agli organi di stampa.  Non è forse vero che i suoi stessi fondatori ne hanno capito la portata in seguito alla mole di tweet scatenati dall’ennesima scossa sismica californiana?

  • O ancora possono essere opinioni espresse sulla piattaforma da utenti influenti che ottengono immediatamente un’amplificazione degna dell’attenzione dei media tradizionali, come ad esempio i tweet del Presidente del Consiglio, di un calciatore, di una rockstar.

Nel complesso, la peculiarità di Twitter sta nella sua capacità di veicolare i contenuti ben oltre i confini e i numeri della piattaforma. Misurare gli utenti attivi di Twitter, è tutto sommato una metrica riduttiva: la comunicazione di un utente influente è destinata a risonare ben oltre i confini della Twitter timeline, sarà incorporata in blog e magazine, citata alla radio, mostrata in televisione.

Espressioni come “Con un tweet il presidente del Consiglio…” oppure “La polemica si è scatenata su Twitter…” all’interno di un telegiornale, testimoniano della reale portata di messaggi e discussioni che nascono all’interno di una social platform, ma hanno poi una diffusione e soprattutto una incidenza nel dibattito pubblico ben superiore rispetto alla portata originaria del singolo messaggio.

Nell’ottica del social listening è proprio questa peculiarità a renderlo così interessante: ascoltare con attenzione le conversazioni può aiutare a scoprire fatti e notizie sul nascere, a osservare l’evoluzione delle tendenze, a seguire il dibattito politico dall’interno. Un’attività estremamente utile per blogger, giornalisti e newsmaker, ma anche per marketer alla ricerca di novità su stili di consumo o in fase di pianificazione di nuove campagne. Che ne dite, cominciamo ad ascoltare?