Google+ Community e Web Reputation

Creare una community attorno a un brand, gestire la community, monitorare la community:  è una sorta di mantra che continuiamo a ripetere alle aziende che vogliano tenere sotto controllo la propria reputazione online. Aggregare intorno al proprio brand o ai propri prodotti consumatori, affezionati o semplici curiosi è infatti il primo step per l’innesco del passaparola e per ottenere un feedback immediato sulle proprie strategie.

Ecco che la nascita delle Google+ Community, letta in questa prospettiva, si presenta come un’occasione da tentare per quanti siano alla ricerca di nuovi strumenti per alimentare e monitorare le conversazioni attorno alla propria attività.

A una settimana dal loro lancio, le Google+ Community sembrano essere state accolte con favore: il ritorno a una focalizzazione sui contenuti da una parte, suddivisi per categorie per una maggiore facilità di gestione e sull’aggregazione degli utenti dall’altra, offre nuove potenzialità a chi voglia osservare le reazioni del pubblico (o in maniera più ristretta dei propri clienti) ai contenuti e alle novità offerte. Monitorando le interazioni tra gli iscritti al gruppo sarà possibile avere informazioni sul proprio target, sondare gusti e reazioni, recepire critiche e richieste, raccogliere spunti: un po’ un ritorno ai vecchi forum di discussione, ma con nuove e interessanti funzionalità social.

Da tutti definite come un’alternativa ai Facebook Group, rivolte a un pubblico più eterogeneo rispetto ai gruppi di Linkedin, le Google+ Community offrono infatti la possibilità di utilizzare quelle funzionalità già a disposizione degli iscritti a Google+, come gli hangout, le videochat per creare riunioni, meeting o il commento in diretta e gli eventi, a cui si potranno invitare gli iscritti alla community.

Un’integrazione con i servizi di geolocalizzazione di BigG permetterà poi alle community di diventare un ottimo strumento per chi voglia interagire con i propri utenti a livello locale, un’opzione interessante per le aziende del settore turistico.

La possibilità di condividere contenuti all’interno della community attraverso i bottoni +1 permetterà  poi di portare qualsiasi novità intercettata sul web all’attenzione degli altri membri della community.

Infine, un’opzione discriminante: si potrà infatti scegliere di mantenere i gruppi privati (non rilevabili dal motore di ricerca) o di operare una selezione all’iscrizione, creando gruppi più gestibili, con cui condividere contenuti “premium”, testare novità, socializzare scelte strategiche.

Le Google+Community sono quindi potenzialmente veri e propri focus group in versione social, preziosi serbatoi di dati per chi voglia ottenere informazioni e feedback sul proprio operato, uno strumento d’indagine in più per chi come noi si occupa di monitorare le web reputation.

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