Elezioni 2013, monitorare i social media

Twitter è l’imprescindibile arena politica di questa campagna elettorale, che sia sponda del dibattito televisivo, che sia megafono di quotidiani e magazine, o più radicalmente il pulpito da cui leader e parlamentari esprimono la propria opinione.
Proviamo dunque a mettere ordine in questa costante contrattazione di idee, parole, battute e risposte, mettendo innanzitutto a fuoco il nostro interesse: cosa è più importante evidenziare nell’analisi dei social media nell’ambito una campagna elettorale?
Come avevamo notato alla fine della corsa per le primarie del centrosinistra, la conversazione in 140 caratteri è diventato uno strumento chiave nella costruzione del dibattito politico. Al tempo stesso però, la misurazione della visibilità e della popolarità dei singoli candidati sui social media si è dimostrata di per sé uno specchio poco realistico di quel che accade nella realtà: il raggiungimento di un elevato numero di follower non è da solo misura del successo di una strategia comunicativa né tantomeno un indice di gradimento paragonabile a un’intenzione di voto (un esempio per tutti, il confronto Renzi / Bersani). I social media non sono un terreno di gioco dove qualcuno vince e qualcuno perde. Non è una questione di performance e non ci sono punteggi da assegnare.

Quel che vogliamo quindi analizzare con i nostri tool di monitoraggio, è  l‘interazione con gli utenti, la trasposizione del dibattito politico nelle conversazioni 2.0, la capacità di raggiungere con parole e idee una parte dell’opinione pubblica che fino a questo momento era rimasta esclusa dallo scambio: cosa chiede il web ai politici? Quanto riesce a interagire con loro? Chi di loro è capace di impegnarsi realmente nel dibattito, di rispondere, coinvolgere? Su quali temi?

Ecco quel che ci interessa: andare oltre il semplice approccio quantitativo per mappare il dibattito, profilare i politici e gli altri utenti durante le conversazioni, nell’ambito dei loro scambi. Osservare la loro interazione, comprendere come si sviluppa il dibattito, su quali temi. Chi lo alimenta, all’interno di ogni schieramento e trasversalmente a tutti loro.

Un monitoraggio che non riveli indicazioni di voto, ma che sappia raccontare le strategie messe in atto da ogni schieramento per costruire il consenso, e sappia al tempo stesso delineare profili di quegli utenti che avranno contribuito alla creazione del dibattito.
Perché crediamo che chi sceglie i social media per comunicare la propria opinione non abbia tanto bisogno di quantificare la propria performance, quanto di arrivare a conoscere i meccanismi attraverso cui i propri contenuti si diffondono, le persone che contribuiscono alla loro amplificazione e gli argomenti che rafforzano la loro web reputation.

Per leggere i risultati e conoscere i nostri dati, seguiteci nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

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